La forza nel ciclismo

13 Febbraio 2022

By Luca Cappello

Allenare la forza nel ciclismo significa, con il tempo, riuscire ad andare più forte.

Avere una muscolatura in grado di sostenere gli sforzi che faremo in sella, ci permetterà inoltre di prevenire sovraccarichi, infiammazioni.

Nel ciclismo la forza è strettamente connessa alla cadenza e alla potenza.

La forza a cui si fa riferimento è quella applicata ad una leva: la pedivella.

La potenza è il risultato dalla forza applicata sulla pedivella moltiplicata alla cadenza di pedalata.

Considerando il gesto tecnico specifico del ciclismo, la classificazione dei vari tipi di forza potrebbe essere così riassunta:

Massimale:

la massima espressione di forza che riusciamo ad esprimere

cadenza inferiore a 40 rpm

si allena con ripetute brevi a bassa frequenza, ma altissima intensità, comprese tra 5 e 30 secondi

Rapida-Esplosiva:

velocità di contrazione muscolare elevata

cadenze tra 90 e 140 rpm

si allena con ripetute brevi ad alta frequenza e intensità, comprese tra 30 e 60 secondi

Resistente:

Velocità di contrazione ad alto carico per un tempo elevato

Cadenze comprese tra 90 e 100 rpm

Si allena con ripetute ad alto carico, comprese tra 60 e 120 secondi

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In una gara di triathlon la cadenza media è compresa tra 80 e 100 rpm, difficilmente si scende sotto le 60 rpm, ma molto frequentemente si va oltre le 100 rpm, ad esempio nei rilanci dopo un giro di boa.

La resistenza alla forza, come nel ciclismo classico, è la caratteristica più importante da allenare, ma non è da sottovalutare la forza esplosiva che, se non allenata, ci porterà ad un degrado della performance in gara visto l’alto consumo di energie che avremo durante i rilanci per non perdere il treno a cui siamo attaccati.

Allenare i rilanci, quindi, è importante per non subirli durante la gara. Dobbiamo prepararci per riuscire a non affaticare eccessivamente i muscoli per il proseguo della frazione di ciclismo, ma soprattutto per l’ultima frazione di corsa.

TxTips

Il modo corretto per affrontare una curva stretta o una curva a U è alleggerire il cambio durante la frenata e il conseguente rallentamento prima della curva. È bene ricordare che saremo costretti praticamente a ripartire da fermo e non è conveniente ripartire con il rapportone. Con questa accortezza, pedaleremo in maniera più agile durante la ripartenza: una volta affrontata la curva, quando la bici sarà nuovamente dritta, dovremo mulinare e spingere, alzandoci sui pedali, raggiungendo la massima frequenza e velocità possibile, andando a scalare progressivamente il rapporto per tornare a quello che stavamo utilizzando prima della frenata, adeguato alla velocità di crociera.

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