IL GALATEO DEL CICLISTA

galateo del ciclista

Scritto Da Luca Cappello

30 Ottobre 2021

Uscire in bici in compagnia è un piacere, specialmente se prevediamo un’uscita lunga. Quattro chiacchiere e scambiarsi i ruoli in testa al gruppo per tagliare l’aria, può rendere piacevole anche l’allenamento più duro. Inoltre, ci garantisce una sicurezza in più in caso di problemi meccanici.

Il gruppo perfetto, che combini  velocità, distanza, cultura personale e sportiva e simpatia, è difficile da trovare. Ognuno è diverso, così come possono essere diversi obiettivi, motivazioni e capacità fisiche. A volte occorre trovare dei compromessi per stare bene in gruppo.

Sia in allenamento che in gara però, esistono delle regole non scritte, un insieme di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione del ciclista.

Se siamo neofiti del pedale, è importante conoscerle per la sicurezza, e il buon umore, di tutti.

Impariamo a segnalare sempre gli ostacoli

Il capofila, che ha visuale libera, ha il compito di segnalare chi segue, con dei gesti, o anche con la voce, eventuali pericoli che necessitano un cambio di traiettoria (buche o sorpasso) o una brusca frenata (ostacoli imprevisti).

Segnaliamo con largo anticipo una svolta

Chi ci segue a volte non conosce il percorso, dato che una svolta richiede un rallentamento, occorre essere preparati per non provocare incroci di traiettorie o brusche frenate. Ricordiamoci che siamo su strade in cui circolano anche altri veicoli, evitiamo dunque manovre improvvise.

Stare a ruota non significa fissare solamente e continuamente il retrotreno di chi ci precede.

Dobbiamo imparare a guardare oltre chi ci precede, riuscendo a rimanere comunque a ruota, di modo da essere pronti a reagire prontamente in caso di manovre d’emergenza. Quando procediamo in scia, dobbiamo tenere sempre le mani sulle leve dei freni, per la nostra sicurezza e quella degli altri.

Se siamo nella pancia del gruppo pedaliamo in modo regolare e manteniamo le distanze

Non facciamo manovre avventate (es: togliere la mantellina, manicotti, mangiare, guardare il cellulare, ecc). Ricordiamoci che abbiamo davanti, dietro e di fianco qualcuno, una manovra brusca potrebbe causare una caduta. Impariamo ad essere regolari anche nella distanza da chi ci precede (40-50 cm) e ad essere disallineati (20-30 cm) per garantirci un minimo margine di manovra.

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Impariamo a dare il cambio

Stare in scia è vantaggioso, ma approfittare troppo degli altri non è corretto. Tiriamo il gruppo quando è il nostro turno e partecipiamo attivamente alla condivisione dello sforzo. Quando tocca a noi è importante non “strappare”, occorre mantenere una velocità regolare, sarà chi ci cede il posto a rallentare e sfilare in coda al gruppo. Se il ritmo fosse troppo alto o se avessimo finito le energie, dichiariamolo apertamente, giustifichiamo con onestà un eventuale “salto del turno”. È importante non sembrare i “furbetti di turno” ed evitare di essere bollati come “succhiaruote”, una delle peggiori nomee del mondo del ciclismo.

Si parte insieme, si arriva insieme (salvo diversi accordi)

Dopo sessioni di lavoro intense e/o salite lunghe o impegnative è bene aspettare chi è rimasto indietro. Ci si può fermare, rallentare o girare la bicicletta per andare incontro a chi è meno allenato di noi; non è bello partire in gruppo e terminare l’allenamento da soli. Viceversa, se siamo in giornata no o abbiamo uno stato di forma nettamente inferiore al resto del gruppo, non è sbagliato decidere di proseguire da soli, al nostro ritmo, per non compromettere l’allenamento degli altri.

Ricordiamoci che il ciclista non è il padrone della strada

Sulle strade più strette e trafficate è bene disporsi in fila indiana per non intralciare il traffico e pedalare in una condizione di maggiore sicurezza. Sulla strada occorre rispetto reciproco, da parte degli automobilisti verso i ciclisti e viceversa.

Il gruppo è una piccola comunità

Prima di metterci in mostra in un gruppo, soprattutto se è nuovo, aspettiamo qualche uscita per imparare a conoscere i componenti e le loro abitudini. Ci sono usanze e regole specifiche da imparare quando ci si inserisce in un nuovo contesto. Consideriamoci “ospiti” e comportiamoci come tali inizialmente.

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