SCARPE DA RUNNING, QUANDO CAMBIARLE?

scarpe da corsa

Scritto Da Luca Cappello

18 Luglio 2021

Tutti abbiamo un paio di scarpe a cui siamo più affezionati. Per la comodità, il modello, il colore, la riconoscenza per aver superato insieme tante battaglie. Doverle cambiare a volte è difficile. Il marketing ormai porta le case costruttrici a rivoluzionare i modelli di anno in anno, trovare esattamente lo sesso modello a distanza di tempo è praticamente impossibile.

Le scarpe da corsa di suddividono, per convenzione, in quattro classi: A1 – A2 – A3 – A4

A1 – Superleggere, da gara, poco ammortizzate.

A2 – Intermedie, ammortizzazione media, per gli atleti evoluti.

A3 – Ammortizzate, le più diffuse, offrono un ottimo assorbimento dell’impatto con il suolo.

A4 – Stabili, per chi soffre di iperpronazione.

Per scegliere la scarpa da running che fa per noi, ci sono aspetti e parametri diversi da considerare. Non esiste la marca o il modello “migliore”, ma esiste la scarpa che meglio di adatta alle nostre caratteristiche. L’approccio migliore è fissare i parametri che conosciamo e andare in negozio a provare i modelli che soddisfano i requisiti. La durata è uno di questi.

In base al tipo di scarpa, la durata è nettamente differente: una scarpa stabile vive di più di una ammortizzata, che sarà più longeva di una intermedia. Più la scarpa è reattiva, più è delicata e sensibile, e meno dura.

Ci sono poi le nostre abitudini e le nostre caratteristiche a determinare la vita della scarpa:

Quanto pesiamo? Quanti km corriamo a settimana? Corriamo tecnicamente bene?

Come appoggiamo il piede?

Per togliere le scarpe le slacciamo? Come le allacciamo?

Alterniamo diversi paia a seconda dell’allenamento?

Come le asciughiamo quando sono bagnate?

>>>>> VUOI SAPERE PERCHE’ IL TRIATHLON È UNO DEGLI SPORT DEL MOMENTO? SCARICA L’EBOOK GRATUITO – DA ZERO A TRI PER SCOPRILO! <<<<<

Possiamo affermare in ogni caso che, a parità di scarpa:

  • Chi pesa di meno, avrà un consumo inferiore.
  • Chi corre tecnicamente bene, le consumerà meno e in maniera più uniforme.
  • Chi le lascia asciugare all’aria, lontano da fonti di calore, preserverà meglio le caratteristiche di protezione e ammortizzazione della suola.
  • Chi le allaccia con cura e con il giusto metodo, in base alla conformazione del proprio piede, eviterà attriti che consumeranno il rivestimento.

Non c’è dunque un numero di km preciso, superato il quale, in automatico, la scarpa è da buttare. In linea di massima ogni scarpa vive per circa 600-800 km. La forbice è ampia, perché, come abbiamo visto, dipende da tantissimi fattori. Si può però affermare che,  dopo aver percorso questa mole di km, è buona regola iniziare ad osservarle e stare più attendi alle prestazioni e alle sensazioni. Sicuramente, le caratteristiche intrinseche della scarpa stanno mutando e i livelli base di protezione e ammortizzazione non sono più garantiti.

Ci sono però dei segnali inequivocabili che sono utili a farci capire che forse è ora di cambiarle:

  • Suola liscia: quando le tacchette si consumano si perde parte dell’ammortizzazione
  • Intersuola appiattita: la scarpa ha perso la memoria elastica, ad ogni passo, anziché espandersi rimane piatta, compromettendo l’assorbimento dell’impatto con il suolo
  • Tomaia danneggiata: molto spesso si buca all’altezza dell’alluce, quando la misura della scarpa non è corretta). A volte si consuma il tessuto interno in corrispondenza del tallone, quando non le allacciamo bene e il piede balla su e giù all’interno. Saltuariamente cede la conchiglia posteriore, quando le togliamo usando i piedi o senza slacciarle.
  • Fastidi e dolori fisici: se improvvisamente iniziamo a sentire fastidi strani o qualche dolore inusuale, senza aver cambiato nulla nelle nostre abitudini, la colpa potrebbe essere delle scarpe.

Ora, dopo aver letto questo articolo, forse il quadro è più chiaro. Se non avete minimamente idea di quanti km hanno percorso le vostre scarpe, se non presentano segni di usura evidenti e correte saltuariamente le vostre scarpe possono durare anche anni. In questo caso il cambio può essere finalizzato al miglioramento del comfort. La tecnologia e la ricerca fanno passi da gigante anno dopo anno, una scarpa nuova e moderna potrebbe regalavi sensazioni molto diverse rispetto ad un modello datato.

TxTips

Per preservare l’intersuola e allungarne la vita, è importante far riposare le scarpe. La memoria elastica viene ristabilita in 24h. Alternare le scarpe permette di darle più tempo per il riadattamento della forma originaria, garantendoci l’ammortizzazione ottimale per un tempo maggiore.

****

Il blog “sempre di corsa” e “Triathlon per tutti” sono un progetto ASD 200bpm Gorgonzola, la cui mission è diffondere il triathlon in Martesana e nel mondo!

In #Triathlonpertutti parliamo di triathlon e di tutto quello che serve per diventare un triatleta.

Seguici! Ogni settimana notizie e approfondimenti sul mondo della triplice, sull’allenamento, sul mindset, sull’alimentazione. Tutto quello che serve per affrontare la tua gara, anche, e soprattutto, se fosse la tua prima!   

Se vuoi portare a termine il tuo primo triathlon o vuoi migliorare le tue prestazioni, triathlon per tutti è quello che fa per te!

Inizia il tuo per-corso oggi, scarica a questo link la nostra guida gratuita, DaZEROaTRI, e scopri perché il triathlon è emozione ==> https://www.200bpm.it/triathlonpertutti/

Potrebbe anche interessarti..

L’IMPORTANZA DEL PESO FORMA

L’IMPORTANZA DEL PESO FORMA

“Il giusto peso è alla base di una buona prestazione sportiva, anzi, per l’amatore, conta di più il controllo del peso...